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Il piccolo coro di Caivano per la prima volta al Giffoni: “opportunità per nuovi orizzonti”

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Il direttore dell’Antoniano di Bologna Giampaolo Cavalli e i volti dello Zecchino Mimi e Nartico ai microfoni di politichegiovanili.com

L’infanzia di ogni italiano, qualunque sia la sua generazione di appartenenza, è trascorsa ascoltando le intramontabili canzoni dello Zecchino D’Oro. Un’istituzione dell’intrattenimento per i piccolissimi, ma anche per nonni, genitori e intere famiglie.

Pertanto, il connubio tra Giffoni e Zecchino si è consolidato nel tempo in maniera assolutamente spontanea, specialmente in questa 54esima edizione del Festival.

Dopo il successo per la prima serata del 20 luglio, lo Zecchino è tornato a portare musica e divertimento nel cuore di Giffoni: questa volta, però, con degli ospiti speciali, alla loro prima esperienza su un palco.

Ieri 21 luglio, nel Giardino degli Aranci di Giffoni, il Piccolo Coro di Caivano, una realtà nata dalla collaborazione con il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna e promosso dal Ministero della Cultura, si è esibito per la prima volta in un live.

“Mi sono molto emozionato quando ho sentito i bambini del Piccolo Coro di Caivano cantare con pochissimo tempo di preparazione. Un grandissimo lavoro di Antonia di Maio e dello staff di Pasquale Isolato che hanno lavorato in questi mesi per rendere possibile questa avventura, proprio perché la musica ai bambini, le canzoni con i bambini, cantate dai bambini diventano uno spazio di serenità, di futuro, di speranza, di sogno. Sono un’opportunità per avere degli orizzonti”, spiega il direttore dell’Antoniano Giampaolo Cavalli.

L’intero evento è stato presentato dai due volti social dello Zecchino, Mimi e Nartico, che, assieme alla mascotte Nunù, hanno dato vita a una serata di grande spensieratezza, coinvolgendo i numerosi spettatori presenti.

“Il Giffoni racconta da sempre messaggi di solidarietà, di aiuto e fragilità: un po’ quello che fa Zecchino da tantissimi anni, da 67 edizioni, quindi è bello essere qui, è un onore per noi poter portare la nostra personalità su questi palchi”, dice Nicolò, in arte Nartico.

Intrattenere un pubblico così giovane non è mai facile, ma Mimi e Nartico sanno che esiste un elemento chiave a loro favore: la musica. “Le canzoni in qualche modo vanno oltre l’età – dicono i due – oltre la lingua, oltre tutto. Vedere i bambini ballare, i genitori e i nonni sulle stesse canzoni è qualcosa di universale. Così si abbattono tutte le barriere.

I piccoli sono uno dei pubblici più difficili che possiamo avere, perché i bambini sono limpidi: se non gli piaci te lo fanno capire, quindi per noi vedere dei bambini che si divertono, che comunque cantano e ballano con entusiasmo è meraviglioso”, conclude Mimi.

La serata di domenica è stata la prima esibizione dal vivo per il Piccolo Coro di Caivano la cui attività sociale si appresta ad entrare nel vivo entro i prossimi mesi.

Il Piccolo Coro è l’esempio perfetto della forza e del talento di un territorio che negli anni è stato svalutato ed emarginato. E oggi ha l’opportunità di divenire il faro guida per un’intera comunità.

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